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    Cessione del quinto

    Cessione del quinto: requisiti, importo e durata

    20 Settembre 20267 min di lettura
    Cessione del quinto: requisiti, importo e durata

    Mi capita spesso: arriva un cliente con un'idea precisa in testa, si siede e mi dice "vorrei la cessione del quinto". Magari ha sentito un collega, magari ha letto qualcosa online. Il punto è che quasi mai parte sapendo davvero cosa sta chiedendo — e fa niente, è il mio lavoro spiegarlo.

    La cessione del quinto, in due parole, è un prestito che si ripaga con una trattenuta diretta sulla busta paga o sulla pensione. Niente bonifici da ricordare, niente addebiti da gestire: la rata sparisce dal cedolino prima ancora che tu la veda. È per questo che è una delle forme di credito più usate in Italia, e spesso anche una delle più convenienti.

    Vediamo chi può chiederla, cosa serve e quanto si può ottenere.

    Chi può richiederla

    Le due categorie sono i dipendenti e i pensionati, ma con sfumature che contano.

    I dipendenti pubblici — ministeri, ASL, comuni, enti — sono la situazione più semplice: esistono convenzioni già pronte, i tempi sono brevi, la pratica scorre. Lo stesso vale per i pensionati INPS.

    I dipendenti privati possono farcela, ma serve che l'azienda sia solida o abbia una convenzione con l'istituto. Se lavori in un'azienda con un contratto a tempo indeterminato in una società stabile, di solito non ci sono problemi; se l'azienda è piccola o recente, ci sono più verifiche e i tempi si allungano.

    I requisiti che guardo per primo

    In pratica mi serve un reddito certo e continuativo. Stipendio o pensione, poco cambia. La regola fissa è quella del nome: la rata non può superare un quinto, il 20%, del netto che prendi ogni mese. È un tetto per legge, non è negoziabile.

    Poi guardo la situazione creditizia: protesti cambiari o segnalazioni pesanti in centrale rischi chiudono la porta. Piccoli incidenti di pagamento nel passato a volte si riescono a gestire, ma è caso per caso.

    I documenti da portare

    Pochi, ma completi fin dal primo appuntamento. Mi fa perdere tempo a tutti quando manca qualcosa:

    • documento d'identità in corso e codice fiscale;
    • le ultime due buste paga (o il cedolino pensione);
    • la CU dell'anno prima;
    • se hai già un finanziamento in corso, portami i documenti: valuto se conviene rinnovarlo invece di aggiungerne un altro.

    Per i dipendenti pubblici spesso basta la busta paga e il documento. Per i pensionati, il cedolino INPS e l'OBIS/M.

    Quanto puoi ottenere

    Dipende da tre cose: la rata massima (un quinto del netto), il TAN e la durata che scegli. Più allunghi la durata, più alto è l'importo a parità di rata — perché ovviamente paghi interessi per più tempo.

    A spanne, con uno stipendio netto di 1.500 € la rata massima è 300 €. Su 10 anni puoi arrivare intorno ai 30.000 €, al netto del costo del finanziamento. Non è poco, ma è un esempio: il numero vero si vede solo con la simulazione sulla tua busta paga.

    La durata

    Si va dai 24 ai 120 mesi, cioè da 2 a 10 anni. È un bilanciamento: durata lunga, rata più bassa ma costa di più in interessi; durata corta, rata più alta ma spendi meno in totale. Per i pensionati c'è un limite di età alla scadenza (di solito 85 anni), quindi la durata massima si accorcia con l'età.

    TAN, TAEG e quell'assicurazione che non ti dice nessuno

    Il TAN è il tasso puro, il prezzo del denaro. Il TAEG include anche le spese — istruttoria, intermediazione, assicurazione — ed è il numero che devi confrontare quando metti a confronto due offerte. Non il TAN, il TAEG. È un errore che costa caro.

    E sì, la cessione ha un'assicurazione obbligatoria: rischio vita per i dipendenti, rischio impiego per i privati (copre la perdita del posto). Il costo è già dentro il TAEG, non è una sorpresa a fine pratica.

    Rinnovo e, se serve, la doppia

    A metà percorso puoi rinnovare: estingui il residuo e ne stipuli uno nuovo, magari con liquidità extra. In alcuni casi si aggiunge anche una delega di pagamento — una seconda cessione — arrivando a trattenere fino a due quinti dello stipendio. Non è un regalo, è un rimescolamento: cambi forma al debito, non lo cancelli.

    Quando ha senso

    La cessione del quinto la consiglio quando serve liquidità per importi medio-alti, quando si vuole una rata fissa e automatica senza dover pensare ai pagamenti, o quando si vuole consolidare un finanziamento esistente. Se serve una cifra piccola e breve, un prestito personale a volte è più adatto — e te lo dico, anche se costa un po' di più.

    La cessione del quinto è uno strumento flessibile, ma importo, durata e costo finale dipendono dalla tua situazione. Una consulenza mirata serve a questo: capire quale soluzione è davvero la tua, non quale è più vendibile.

    Se vuoi sapere quanto potresti ottenere o confrontare le opzioni per il tuo caso, chiedimi una consulenza gratuita: guardiamo insieme la tua busta paga o pensione e ti dico onestamente cosa conviene.

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    Sabrina Rubattu — Consulente del credito

    Scritto da

    Sabrina Rubattu

    Consulente del credito · Team Leader PrestitoSi Finance S.p.A.

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