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    Cessione del quinto

    Cessione del quinto: cosa succede se cambi datore di lavoro

    2 Novembre 20267 min di lettura
    Cessione del quinto: cosa succede se cambi datore di lavoro

    La cessione del quinto si ripaga con una trattenuta mensile sullo stipendio. Se cambi datore di lavoro mentre il prestito è in corso, la trattenuta non sparisce: ti segue nel nuovo rapporto. La domanda concreta è cosa serve perché la trattenuta continui, e cosa succede se il nuovo datore di lavoro non autorizza.

    La cessione del quinto segue il rapporto di lavoro

    Il presupposto della cessione del quinto è un rapporto di lavoro dipendente con un datore che autorizza la trattenuta. Cambiando azienda, il finanziamento resta attivo sulle stesse condizioni (rata, TAEG, durata, polizza): ciò che cambia è il soggetto che effettua la trattenuta.

    La banca o l'intermediario che ha erogato il prestito deve essere informato del cambio, perché la nuova trattenuta va comunicata al nuovo datore di lavoro. In pratica serve una nuova comunicazione di cedibilità e l'autorizzazione del nuovo datore.

    Cosa serve per trasferire la trattenuta

    Perché la rata continui a essere trattenuta dal nuovo stipendio servono:

    • un nuovo rapporto di lavoro dipendente (a tempo indeterminato, o determinato con i requisiti previsti);
    • l'autorizzazione del nuovo datore di lavoro alla trattenuta;
    • una rata che resti entro il quinto dello stipendio netto del nuovo rapporto.

    Se il nuovo rapporto ha un netto diverso, la rata non cambia (è fissa), ma il rapporto rata/reddito sì: se il nuovo stipendio è più basso, la rata pesa di più sul netto; se è più alto, pesa di meno.

    Se il nuovo datore non autorizza la trattenuta

    Non tutti i datori di lavoro autorizzano la trattenuta di una cessione del quinto preesistente. Se il nuovo datore non autorizza, il prestito non si estingue da solo: il debito resta e il rapporto rata/reddito va gestito.

    In questi casi le strade concrete sono due. Si può passare a un'eliminazione della trattenuta in busta paga e un rimborso diretto (rata bonifico), se l'intermediario lo permette alle condizioni previste. Oppure si valuta un'altra forma di rimborso, ad esempio una delega di pagamento con il nuovo datore se lo autorizza.

    La polizza e la durata non cambiano

    Cambiando datore di lavoro non si rinegozia il prestito: la durata residua e la polizza vita obbligatoria restano quelle del contratto originario. La polizza resta in vigore fino alla scadenza prevista. Se l'età alla scadenza del vecchio contratto rientrava nei limiti, continua a rientrarvi.

    Quando conviene rinegoziare invece di trasferire

    Se al cambio di datore corrisponde anche un miglioramento del reddito, si può valutare un rinnovo anticipato (quando i tempi minimi sono rispettati) per ottenere liquidità aggiuntiva o abbreviare la durata. Ma è un'operazione distinta dal trasferimento della trattenuta: non è obbligatoria, è una scelta se ha senso sui numeri del nuovo rapporto.

    Se hai una cessione del quinto attiva e stai cambiando datore di lavoro, chiedimi una consulenza gratuita: guardiamo cosa serve per trasferire la trattenuta, cosa succede se il nuovo datore non la autorizza e se ha senso approfittare del cambio per rinegoziare.

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    Sabrina Rubattu — Consulente del credito

    Scritto da

    Sabrina Rubattu

    Consulente del credito · Team Leader PrestitoSi Finance S.p.A.

    Cessione del quinto, prestiti personali e mutui prima casa. Aiuto lavoratori dipendenti e pensionati a trovare la soluzione di finanziamento più sostenibile e trasparente.

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