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    Cessione del quinto

    Delega di pagamento: la doppia cessione del quinto

    6 Ottobre 20266 min di lettura
    Delega di pagamento: la doppia cessione del quinto

    Mi è capitato la settimana scorsa: un cliente con la cessione del quinto già attiva da due anni, stipendio netto di 1.800 €, che aveva bisogno di altri ventimila euro per una ristrutturazione. Un quinto era già impegnato dalla cessione in corso, ma il secondo quinto era libero. Con la delega di pagamento — la doppia cessione — l'abbiamo ottenuta, portando la trattenuta totale al 40%. È una soluzione che apre liquidità importante, ma 40% di stipendio impegnato è una cifra seria. Non è per tutti, e va guardata con attenzione.

    Vediamo quando si può fare, cosa serve e quando invece conviene girarci alla larga.

    Cos'è la delega di pagamento

    È un prestito che si affianca alla cessione del quinto: il datore di lavoro riceve una delega a trattenere una seconda rata, oltre a quella della cessione già in corso. Le due trattenute insieme non possono superare il 40% dello stipendio netto.

    Una differenza che pesa rispetto alla cessione del quinto: la delega non è un diritto del dipendente. Dipende dal fatto che il datore di lavoro accetti la doppia trattenuta e che l'istituto conceda il finanziamento. Se il datore dice no, non c'è istituto che tenga.

    Chi può richiederla

    I dipendenti pubblici — statali, enti, ASL, comuni — sono la situazione più scorrevole, grazie alle convenzioni. I dipendenti privati di aziende in convenzione o con requisiti di solidità, e con il consenso del datore di lavoro, possono farcela ma con più verifiche.

    I pensionati non possono accedere alla delega: per loro esiste solo la cessione del quinto, un quinto della pensione. Doppia non si fa.

    I requisiti che guardo per primo

    Prima di proporre una delega controllo:

    • una cessione del quinto già in corso (o da stipulare insieme);
    • un reddito stabile e dimostrabile, contratto a tempo indeterminato;
    • che la somma delle due rate non superi il 40% del netto mensile;
    • affidabilità creditizia, niente protesti o segnalazioni pesanti;
    • il consenso del datore di lavoro alla doppia trattenuta.

    Se manca il consenso del datore, la pratica si ferma lì.

    Quanto si può ottenere

    L'importo della delega dipende dalla quota di stipendio ancora libera dopo la cessione. Se la cessione usa un quinto (20%), la delega può usare un altro quinto (20%), per un totale del 40%.

    Torno al cliente di prima: stipendio netto 1.800 €, la cessione usava 360 € (20%). La delega ha usato altri 360 € (20%), per una rata totale di 720 € (40%). Su 8 anni, l'importo della delega si aggirava intorno ai 24.000 €, al netto del costo del finanziamento e dell'assicurazione. È liquidità che con la sola cessione non avrebbe mai ottenuto.

    La durata

    La delega va dai 24 ai 120 mesi (2-10 anni), di solito allineata o inferiore alla durata residua della cessione in corso. Anche qui vale la regola: durate più lunghe abbassano la rata ma alzano il costo totale degli interessi.

    Tassi e assicurazione

    I tassi della delega sono in genere leggermente superiori alla cessione del quinto, perché il rischio per l'istituto è maggiore. C'è un'assicurazione obbligatoria — rischio vita per tutti i dipendenti, rischio impiego per i privati — il cui costo è già dentro il TAEG. Non è una sorpresa a fine pratica.

    Quando conviene, e quando no

    La consiglio quando si ha già una cessione e serve ulteriore liquidità, quando non si vuole (o non si può) estinguere la cessione in corso, quando il 40% di trattenuta è sostenibile rispetto alle spese mensili, e quando si preferisce il rimborso automatico in busta paga.

    La sconsiglio quando il 40% risulterebbe insostenibile — e lo dico anche se perdo un'operazione — o quando si potrebbe invece rinnovare la cessione esistente ottenendo nuova liquidità con una rata unica più bassa.

    Delega o rinnovo della cessione?

    È la scelta che mi fanno più spesso. Rinnovare la cessione: se è trascorso il periodo minimo, si estingue il residuo e se ne stipula una nuova con liquidità aggiuntiva (un solo quinto, rata più bassa). Aggiungere la delega: si tiene la cessione e le si affianca un secondo prestito (due quinti totali, rata più alta).

    Il rinnovo conviene quando vuoi una rata unica più bassa e non ti serve il massimo della liquidità. La delega conviene quando la cessione ha condizioni molto buone e vuoi aggiungere liquidità mantenendo il vecchio tasso. Dipende dai numeri del tuo caso, non dalle abitudini.

    I documenti

    Per la delega servono: documento d'identità e codice fiscale, le ultime due buste paga e il modello CU, la documentazione della cessione in corso (piano di ammortamento, rata residua), ed eventuale convenzione aziendale per i dipendenti privati.

    La delega di pagamento raddoppia la liquidità ottenibile con la cessione del quinto, mantenendo il rimborso automatico in busta paga. È una soluzione potente, ma va valutata con attenzione per la sostenibilità della rata complessiva: 40% di stipendio impegnato non è una scelta da prendere a cuor leggero.

    Per capire se la delega è la soluzione giusta per te e calcolare l'importo ottenibile, chiedimi una consulenza gratuita: guardiamo insieme la tua busta paga e la cessione in corso.

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    Sabrina Rubattu — Consulente del credito

    Scritto da

    Sabrina Rubattu

    Consulente del credito · Team Leader PrestitoSi Finance S.p.A.

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