Prestito per ristrutturazione: cessione o prestito finalizzato

Quando un cliente mi dice "voglio ristrutturare casa", la prima domanda che gli faccio è: come la paghi? E qui le strade si dividono in due, e quasi nessuno le conosce entrambe. C'è chi ha liquidità e non ha bisogno di un prestito. E poi c'è chi ha bisogno di un finanziamento, e qui la scelta è tra due opzioni che sembrano uguali ma sono molto diverse: la cessione del quinto e il prestito finalizzato per ristrutturazione. Sono due strumenti diversi, con costi diversi, requisiti diversi, e un intreccio con i bonus fiscali casa che cambia tutto.
Vediamo come scegliere tra i due, e perché la risposta dipende da cosa stai ristrutturando.
I due strumenti a confronto
La cessione del quinto è un prestito non finalizzato: chiedi un importo, la banca lo eroga, tu lo usi come preferisci. La rata è trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione, fino a un quinto del netto. Non serve giustificare la destinazione dei soldi — è il vantaggio, ma anche il limite.
Il prestito finalizzato per ristrutturazione è legato ai lavori: l'importo dipende dal preventivo del cantiere, i soldi vengono erogati spesso a lavori in corso o al Rogito, e la banca controlla che il finanziamento serva davvero a ristrutturare. In cambio, spesso offre tassi più bassi, perché l'uso del denaro è controllato e il rischio è minore.
Tassi e costi: perché il finalizzato costa meno
Qui è dove la differenza diventa numeri. La cessione del quinto ha un TAEG che oggi può aggirarsi attorno al 10-14%, con polizza obbligatoria inclusa. Il prestito finalizzato per ristrutturazione può scendere a un TAEG del 6-9%, perché la banca sa che i soldi vanno su un cantiere che aumenta il valore dell'immobile — e il rischio, per lei, è minore.
Faccio un esempio. Su 30.000 € in 10 anni: la cessione del quinto può venire a una rata di circa 430-480 € con polizza, per un totale rimborsato attorno ai 52-58.000 €. Il prestito finalizzato, con un TAEG dell'8%, viene a una rata di circa 363 €, per un totale di circa 43.600 €. Sono quasi 9.000 € di differenza sullo stesso importo. Non è poco.
Quando conviene la cessione del quinto
Conviene quando non hai un preventivo di cantiere definito, o quando vuoi usare i soldi per altro oltre ai lavori — arredare, pagare le spese notarili, sistemare l'anticipo. Conviene anche quando il tuo reddito è basso o instabile, perché la trattenuta diretta rende il finanziamento accessibile a chi la banca, sul prestito finalizzato, non finanzierebbe.
Conviene infine quando la ristrutturazione è leggera — un bagno, una cucina, un impianto — e l'importo è basso (sotto i 10-15.000 €), dove il finalizzato non sempre è conveniente per le spese di istruttoria.
Quando conviene il prestito finalizzato
Conviene quando hai un preventivo di cantiere chiaro e lavori importanti. Più l'importo cresce, più il tasso più basso del finalizzato ripaga la maggior burocrazia. Conviene quando non vuoi legare la rata al quinto dello stipendio — perché magari hai già un altro finanziamento in corso, oppure perché il tuo datore di lavoro non aderisce alla cessione.
Conviene soprattutto quando si intreccia con i bonus casa, ed è qui che la differenza si fa sostanziale.
L'intreccio con i bonus fiscali casa
Questo è il punto che quasi tutti sbagliano. I bonus per la ristrutturazione — il 50% di detrazione sulle spese di ristrutturazione, l'Ecobonus, il Bonus mobili — si applicano sulle spese effettivamente sostenute, non sull'importo del mutuo. Ma il modo in cui si pagano i lavori cambia cosa puoi scaricare e quando.
Con il prestito finalizzato, le spese sono tracciabili e certificate dai pagamenti al cantiere: hai le fatture, hai i SAL (Stato Avanzamento Lavori), e la detrazione è chiara. Con la cessione del quinto usata per pagare i lavori, vale lo stesso — ma devi mantenere traccia di ogni fattura, perché l'agevolazione spetta su quanto effettivamente pagato per i lavori, non sull'importo del prestito.
La differenza vera è sulla cedolare e sui pagamenti tracciabili: i bonus casa richiedono pagamenti non in contanti. Bonifico, fattura elettronica, tracciabilità . Se usi la cessione del quinto per pagare in contanti il cantiere, il bonus non spetta. Se usi il finalizzato con bonifici certificati, sì.
Una scelta che non è solo di tassi
La scelta tra i due non è solo matematica. Dipende da quanto è definito il cantiere, dal tuo reddito, dalla stabilità del rapporto di lavoro, dai bonus che vuoi cumulare, e dalla flessibilità che ti serve. Un prestito finalizzato con un tasso al 7% può essere più costoso di una cessione al 12%, se poi il bonus casa ti fa recuperare il 50% delle spese. Ma il calcolo va fatto caso per caso, sui numeri veri.
La regola che uso: se il cantiere è definito e supera i 15.000-20.000 €, parto dal finalizzato. Se è leggero o indefinito, o serve liquidità oltre i lavori, guardo la cessione. E in entrambi i casi, metto nel calcolo il bonus casa e il TAEG, non la sola rata.
Per capire quale conviene sul tuo cantiere e sul tuo reddito, chiedimi una consulenza gratuita: facciamo i conti reali con i tuoi preventivi, i tuoi bonus e il tuo stipendio, e ti dico quale strada ti costa davvero meno.

Scritto da
Sabrina Rubattu
Consulente del credito · Team Leader PrestitoSi Finance S.p.A.
Cessione del quinto, prestiti personali e mutui prima casa. Aiuto lavoratori dipendenti e pensionati a trovare la soluzione di finanziamento più sostenibile e trasparente.
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