Cessione del quinto per dipendenti privati: quando si può

La telefonata si ripete uguale: "lavoro in un'azienda privata, mi hanno detto che la cessione del quinto non si può fare". Nella metà dei casi non è vero. Si può, ma con un "se" che per i privati pesa molto più che per i pubblici: dipende dall'azienda. E a volte dipende dal fatto che il datore di lavoro accetti la trattenuta.
Vediamo quando si può davvero, cosa guardo prima di dirsi sì, e quando l'ostacolo non è il cliente ma l'azienda.
Chi può richiederla
I dipendenti del settore privato con contratto a tempo indeterminato. È il primo filtro, ed è tassativo: a tempo determinato non si fa. Poi serve un'azienda "solid", ma "solid" per un istituto di credito significa cose precise.
Cosa guardo dell'azienda
Prima di tutto, l'affidabilità. L'istituto valuta:
- la stabilità dell'azienda (anno di costituzione, dimensione, settore);
- il numero di dipendenti e la regolarità dei versamenti contributivi;
- l'eventuale presenza di una convenzione con l'istituto.
Un'azienda grande e consolidata — una multinazionale, una media impresa con centinaia di dipendenti — di solito scorre senza problemi. Un'azienda piccola, giovane o in difficoltà finanziarie, no. Non è discriminazione: è che l'istituto deve potersi aspettare di incassare la rata, mese dopo mese, per anni.
Il consenso del datore di lavoro
Qui sta la vera differenza con i dipendenti pubblici. Per i privati, la trattenuta della rata in busta paga richiede che il datore di lavoro accetti di trattenerla e versarla all'istituto. Non è automatico.
Le aziende grandi con convenzione lo danno quasi sempre, perché la procedura è standardizzata. Le piccole possono dire no — magari per il peso amministrativo, magari per scelta aziendale. E quando il datore dice no, la cessione del quinto non si può fare, punto. Non c'è istituto che tenga.
La convenzione, quando c'è
Alcuni istituti hanno convenzioni con grandi aziende private o con categorie intere (grande distribuzione, logistica, metalmeccanica). Quando c'è, la pratica scorre come per i pubblici: tassi contenuti, tempi brevi, documentazione minima. Quando non c'è, si lavora comunque, ma con tempi più lunghi e condizioni leggermente meno vantaggiose, perché l'istituto si prende il rischio di valutare l'azienda caso per caso.
Tassi: perché costano un po' di più
Per i dipendenti privati il TAN è in genere leggermente più alto rispetto ai pubblici, perché il rischio per l'istituto è maggiore: l'azienda può chiudere, il dipendente può perdere il posto. La differenza non è enorme — spesso qualche decimo di punto — ma su una durata di 10 anni si sente. È il prezzo del rischio maggiore.
L'assicurazione impiego, che qui conta davvero
A differenza dei pubblici, per i privati l'assicurazione rischio impiego ha un senso reale: se il dipendente perde il posto per licenziamento o cessazione, l'assicurazione copre le rate per un periodo (di solito fino a 12 mesi) o, in alcuni casi, estingue il debito. È obbligatoria e inclusa nel TAEG. Per chi lavora nel privato è una copertura da non sottovalutare.
Un esempio con i numeri
Stipendio netto 1.700 €: un quinto è 340 €. Su 8 anni (96 rate), con un TAN intorno al 6,5%, l'importo erogabile si aggira intorno ai 26.000 €, al netto del costo del finanziamento e dell'assicurazione. Più durata, più liquidità — ma più interessi, come sempre.
Quando ha senso
La consiglio quando il reddito è certo (tempo indeterminato), l'azienda è solida e il datore accetta la trattenuta, e serve liquidità medio-alta con rata automatica. La sconsiglio quando l'azienda è piccola o instabile, quando il datore non collabora, o quando serve una cifra piccola e breve: in quei casi un prestito personale a volte è più semplice e meno costoso.
Per capire se la tua azienda è in convenzione e quanto puoi ottenere, chiedimi una consulenza gratuita: guardo la tua situazione e ti dico onestamente se la cessione è percorribile.

Scritto da
Sabrina Rubattu
Consulente del credito · Team Leader PrestitoSi Finance S.p.A.
Cessione del quinto, prestiti personali e mutui prima casa. Aiuto lavoratori dipendenti e pensionati a trovare la soluzione di finanziamento più sostenibile e trasparente.
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