Torna al blog
    Mutui

    Mutuo: tasso fisso o variabile, come si sceglie davvero

    18 Ottobre 20267 min di lettura
    Mutuo: tasso fisso o variabile, come si sceglie davvero

    Quando qualcuno mi chiede "fisso o variabile?", la prima cosa che dico è che non è la domanda giusta. La domanda giusta è: quanto puoi sopportare se la rata cambia? Il tasso fisso ti dà la rata certa per tutta la durata. Il variabile ti dà una rata che sale e scende con il costo del denaro. Nessuno dei due è "meglio" in assoluto — uno è meglio per te, con il tuo reddito e la tua tolleranza al rischio.

    Vediamo come si decide davvero, nel 2026.

    Tasso fisso: la rata certa

    Con il tasso fisso la rata è identica dal primo all'ultimo mese. Quello che firmi è quello che paghi, per 20, 25 o 30 anni. Il costo del denaro è "congelato" al momento della stipula: se i tassi salono dopo, tu non li vedi; se scendono, tu resti al tuo.

    Il vantaggio è la prevedibilità. Sappi quanto paghi ogni mese da qui alla scadenza, e puoi programmare le spese di casa senza sorprese. Per il mutuo prima casa — la casa dove vivi, non un investimento — questa certezza ha un valore concreto: il rischio di non riuscire a pagare la rata è il rischio di perdere la casa.

    Il costo di questa certezza è che il fisso "costa" in media un po' di più del variabile all'inizio. Non sempre, ma spesso: la banca si fa pagare la garanzia di assorbire il rischio tassi. Se i tassi scendono molto nei mesi successivi, resti più alto del mercato.

    Tasso variabile: quando costa meno (e quando di più)

    Con il variabile la rata segue un indice di mercato — l'Euribor — più uno "spread" fisso che la banca aggiunge. Quando l'Euribor scende, la rata scende. Quando sale, la rata sale.

    Il vantaggio è il prezzo medio: storicamente il variabile è costato meno del fisso, perché ti assumi tu il rischio che invece la banca si assume col fisso. Su orizzonti lunghi, e in periodi di tassi stabili o discendenti, la differenza può essere notevole.

    Il costo è il rischio. Se l'Euribor sale in fretta, la rata sale in fretta — e non c'è un tetto. Su un mutuo di 150.000 € in 25 anni, uno scarto di un punto di tasso cambia la rata di decine di euro al mese, e migliaia di euro di interessi sul totale. Non è un dettaglio.

    Per chi ha reddito solido, un margine ampio tra rata e stipendio, e una tolleranza reale all'incertezza, il variabile può essere la scelta giusta. Per chi vive la rata come il peso principale del mese, no.

    Il mutuo misto: la via di mezzo

    C'è una terza opzione che quasi nessuno nomina per prima: il mutuo misto. Un periodo a tasso fisso e uno a variabile, o la possibilità di passare dall'uno all'altro a scadenze prefissate. Non tutte le banche lo propongono e non tutte alle stesse condizioni, ma esiste.

    Può avere senso quando non si è sicuri di dove andranno i tassi ma si vuole un po' di respiro iniziale. Il limite è che ogni passaggio può avere costi o vincoli, e non sempre si può tornare indietro alle condizioni di partenza.

    Come si decide nel 2026

    La scelta non si fa guardando solo lo "spread" tra fisso e variabile del giorno. Si fa guardando tre cose: il reddito, l'orizzonte, la tolleranza al rischio.

    Il reddito: se la rata variabile al massimo plausibile ti lascia comunque un margine sereno, puoi pensarla. Se la rata massima ti stringe, il fisso è la risposta.

    L'orizzonte: su durate brevi il variabile ha meno tempo per "andare male"; su durate lunghe (25-30 anni) la probabilità di attraversare fasi di tassi alti cresce, e il fisso protegge di più.

    La tolleranza: c'è chi dorme tranquillo con una rata che cambia ogni mese, e chi no. Non è un dettaglio: se la rata variabile ti tiene sveglio, il "risparmio" non vale la tensione.

    Quello che chiedo sempre

    Quando un cliente mi dice "ho visto un variabile molto più basso del fisso", gli chiedo di fare una cosa concreta: calcolare la rata variabile non a oggi, ma all'Euribor più alto dell'ultimo decennio. Non per spaventarlo — per capire se il reddito la regge anche nel caso peggiore. Se la regge, valutiamo il variabile. Se no, il fisso non è un compromesso: è la scelta responsabile.

    E confronto sempre due preventivi, uno fisso e uno variabile, sullo stesso mutuo. La differenza di rata iniziale è un numero; la differenza di rata nel caso di tassi che salgono di due punti è un altro numero. Vanno guardati entrambi.

    Se stai scegliendo il mutuo e non sai quale tasso ti conviene, chiedimi una consulenza gratuita: guardiamo il tuo stipendio, la rata che reggeresti davvero e ti dico onestamente se il fisso o il variabile ha più senso per te.

    Condividi l'articolo

    Sabrina Rubattu — Consulente del credito

    Scritto da

    Sabrina Rubattu

    Consulente del credito · Team Leader PrestitoSi Finance S.p.A.

    Cessione del quinto, prestiti personali e mutui prima casa. Aiuto lavoratori dipendenti e pensionati a trovare la soluzione di finanziamento più sostenibile e trasparente.

    Milano (Viale dell'Innovazione, 13) e province limitrofeScopri di più su Sabrina →

    Hai bisogno di una consulenza?

    Analizziamo insieme la tua situazione e troviamo la soluzione di credito più adatta alle tue esigenze. Consulenza gratuita e senza impegno.

    Richiedi una consulenza